
"La tua bocca
e' un bocciolo
di rosa,
fresca mia sposa
di gioia
e d' amor.
" anvedi questo!
ma come parla...
io so' coatta!
de borgata!
ma parla
come magni!"
Dolce fringuello,
cigno celeste
alla tua veste,
il mio pianto d' amore
soave cadra'...
" aridaje!
er pianto soave?
ma te sei messo
in quella zuccaccia?
io cio' fame!
voglio anna' a
magna'....
Allora ti portero'
sul colle,
dove la sera
velata di rosa
si sposa gaudiosa
col verde rupestre!
" si ma famo
presto!"
E poi dolce mio giglio,
con te,
al piu' presto,
l' amor
vorrei fare!
" ma non posso!
cio' er ciclo..."
e che m' importa?
io cio' a machina!
annamo va'....
Fini' cosi'
tra baci e sospiri
la romantica storia
di Empedocle
ed' Ettorina.

Cuore di vento,
seduto su di un fianco,
come uva spina
in un grappolo di sole.
Cuore di mare
che palpiti,
tra un onda e il suo ritorno.
Cuore di marmo
che non batte,
se non greve
alle sue ore.
Cuore di pianto,
le asciugherai,
tu che il suo tormento
hai sposato.
Solo per dannato,
e puro amore."


"Avrei voluto vederti,
quando il salice piangeva
e il pioppo scoppiettava,
e noi brindavamo castagne e vino.
E la neve padrona,
imbiancava tutte le alture
e un soffice manto, stendea
sovra le piane.
Il mio cuore era felice,
avessi avuto te
sarei stato all'apogeo.
Ma tu dov'eri?
non me lo hai detto mai,
fino al quel di che io partii.
Abbandonai la valle verde,
e le stelle che la stavano
a guardare.
Una di loro forse pianse una stilla.
Ancora la conservo!
Cosi' andai tra le barriere,
le mura di cemento e le luci brillanti,
tanta gente sconosciuta
che passava senza dir niente,
e al fianco li, il tranvai,
mostro di ferro.
Le stelle non le vedo piu',
il cielo non e' poi cosi' terso,
e pure te, ancora non ci sei
pur se ti aspetto.
Ma un di, come il botto di un lampo
tutto fu chiaro: cio' che io cerco,
la liberta', non si compra
se non l'hai dentro!
Insomma e' un regalo del fato,
come un prezioso monile
un dono d'oro e d'argento.
Come un bacio a fior di labbra
di un corpo celeste,
nella sua estrema migrazion
di stella cadente!


Hello' al nuovo
giorno.
Hello' ai "figli n'drocchia
e a chi si batte il petto,
e nello specchio si rimira.
Hello' alla massaia,
hello' al figlio di mamma.
Hello' a quella bella
che mi passa davanti
e che m'attizza.....
Hello' alla "cozza"
mamma quanto
e' brutta.
Hello' a chi mi vuole bene,
e chi mi sputerebbe
"n' da faccia"
Hello' al mondo intero.
Anche Egli vive,
peccato che quasi mai
ce lo ricordiamo!
OKKAM"
PS: anche se non e' molto natalizia.....tanti AUGURI A TUTTI!!!